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25/09/2009

...E ti dimentichi del caldo che ti fa sudare e ti toglie quasi il respiro,
perché sei lì che aspetti e mentre gli altri si muovono, parlano, respirano, tu
sei lì, sola, proprio sotto ad un arrivo gonfiabile, che ascolti il rumore del
tuo cuore che batte perchè l’unica cosa di cui ti importa è che arrivi il tuo
1108 che per i più è solo un numero, ma che per te è tutto il mondo, e allora
capisci che quel 1108 occupa una parte importante di quel cuore che aumenta il
suo ritmo ogni qualvolta la sua immagine si ferma sul fondo della tua retina,
proprio come ieri, quando sei venuto lì da me prima ancora di trovare ristoro.
E questo basta a riempirmi l’ anima e a farmi sentire che sì, quella mattina d'inverno
avevo sentito bene...

"....l'inferno dei viventi, non qualcosa che sarà, se ce n'è uno è quello
che
è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando
insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino
al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui:
cercare
e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo
durare e dargli spazio" 

I. Calvino

Pubblicato il 26/7/2011 alle 12.18 nella rubrica diario.

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