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25/09/2009
post pubblicato in diario, il 26 luglio 2011


...E ti dimentichi del caldo che ti fa sudare e ti toglie quasi il respiro,
perché sei lì che aspetti e mentre gli altri si muovono, parlano, respirano, tu
sei lì, sola, proprio sotto ad un arrivo gonfiabile, che ascolti il rumore del
tuo cuore che batte perchè l’unica cosa di cui ti importa è che arrivi il tuo
1108 che per i più è solo un numero, ma che per te è tutto il mondo, e allora
capisci che quel 1108 occupa una parte importante di quel cuore che aumenta il
suo ritmo ogni qualvolta la sua immagine si ferma sul fondo della tua retina,
proprio come ieri, quando sei venuto lì da me prima ancora di trovare ristoro.
E questo basta a riempirmi l’ anima e a farmi sentire che sì, quella mattina d'inverno
avevo sentito bene...

"....l'inferno dei viventi, non qualcosa che sarà, se ce n'è uno è quello
che
è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando
insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino
al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui:
cercare
e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo
durare e dargli spazio" 

I. Calvino




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ion
post pubblicato in diario, il 26 luglio 2011


Oggi ho più che mai bisogno di rifugiarmi indisturbata tra pensieri chiusi in bozzolo come farfalle, nella mia
posizione di signor nessuno che sono, immersa in quei sogni che albergano da sempre nello spazio subito
dietro a quegli occhi grandi che mi separano dal mondo.
Penso alla magia di un viaggio speciale e unico. Penso all’importanza di elevare le nostre esistenze a un
qualcosa di più della inumana sopravvivenza a cui ci hanno allenato e per farlo non possiamo avere occhi
disillusi davanti alle cose belle della vita. Penso che per poter essere in grado di fare qualcosa di speciale è
necessario vivere scivolando sopra le cose, osservare, interiorizzare, lasciare svolazzare le cose buone del
mondo, come lucciole, nei miei interni e aspettare fino a quando conosceranno sosta. Il risultato di quei voli
pindarici diventerà la nuova me stessa sempre in corsa verso nuovi respiri di nebbia e vapori, e per vapore
non intendo conoscenza nozionistica di informazioni da ostentare in qualità di cultura. Intendo quella
capacità di assorbire sensazioni e vibrazioni che viaggiano oltre la mera conoscenza. Ritengo di non sapere
nulla. Ritengo di non ricordarmi di nulla di tutto ciò che ho letto. Sono semplicemente il risultato finale di un
processo aperto e in evoluzione e quindi transitorio.
Questo è il mio modo di vivere la mia vita e il mondo.
Ed è per questo che mi trovo in difficoltà davanti alla banalità. E quando mi ci trovo in mezzo divento ostile,
impermeabile, difficile. Se c’è una cosa che è immorale è la banalità.
E allora penso a quel viaggio, non una settimana di vacanza ma qualcosa che è ben di più, una tappa di un
percorso iniziato sulla neve. Una tappa che è contemporaneamente stazione di arrivo, partenza e passaggio
del nostro viaggio insieme. E allora gli occhi mi si riempiono di immagini immaginate.
Vorrei vedere la statua della libertà e salire dentro la corona per guardare fuori e sapere cosa si vede,
provare come si sta ai piedi di un grattacielo alzando il naso verso le nuvole, e provare come si sta invece
quando arrivi in cima, attraversare una strada con i semafori che dicono walk, andare al Moma, all
Metropolitan Museum e al Guggenheim. e poi mi piacerebbe vedere una mostra di luigi ghirri (che ancora
non ne ho vista neanche una) perchè in ogni sua fotografia c'è quel famoso qualcosa in più, quel substrato di
cui ti avevo parlato una volta, quella specie di sguardo che è capace di andare oltre il visto per raccontare
una storia………magari bella come la nostra.

 "Io sono ciò che manca
dal mondo in cui vivo,
colui che tra tutti
non incontrerò mai.
Ruotando su me stesso ora coincido
con ciò che mi è sottratto.
Io sono la mia eclissi
la contumacia e la malinconia
l’oggetto geometrico
di cui per sempre dovrò fare a meno."


Valerio Magrelli, Poesie (1980-1982), Torino, Einaudi, 1996, p. 83




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perchè sì
post pubblicato in diario, il 25 luglio 2011


sono sempre stata una bambina timida. la maestra d'asilo sostiene che ero così timida e silenziosa che capitava non si accorgesse se ci fossi o meno. una bimbetta dagli occhioni grandi che osservava tutto e non parlava mai, che amava giocare con i chiodini, le matite colorate e i pastelli a cera. dal tempo dei pastelli a cera all'oggi i chilometri percorsi sono tanti ma la parte che crede nei sogni e li insegue è rimasta lì pressoché intatta senza lasciarsi ricoprire da quella patina che caratterizza spesso il mondo per così dire degli adulti i cui occhi hanno smesso di brillare perché disillusi. amo girare scalza perché mi fa sentire libera. considero le scarpe la parte di interfaccia tra noi e il mondo e il liberarmene equivale al liberarmi delle costrizioni delle regole sociali. sono anticonformista e in questo senso non mi interessa del parere comune. amo il profumo dello shampoo sui miei capelli. amo la luce naturale e morbida della fiamma di una candela e la luce del sole autunnale la mattina a colazione. amo l’ironia e le risate intelligenti degli amici che mi hanno seguito nel trascorrere degli anni. amo la pizza, i film di nanni moretti e di woody allen, i libri di baricco e decarlo. amo il mio essere volubile e amo scoprire di essere cambiata. amo variare il ritmo della mia vita perché odio la routine così come la banalità. amo emozionarmi e lasciarmi andare perché mi fa sentire di essere viva e di non sopravvivere al trascorrere dei giorni lasciandomi anestetizzare dagli impegni del quotidiano. amo galleggiare sui miei interni la mattina mentre mi sposto tra le montagne e le curve seguita dalla musica. amo correre, da sola isolata dal resto del mondo, seguita dai pensieri che si fanno liquidi per la fatica mentre il fiato si fa corto e i muscoli sono densi di sangue. mi piace l’odore che si sente nell’aria nelle giornate grigie d’autunno. amo percepire la tua presenza nel buio della stanza e l’odore delle notti passate con il mio naso vicino alla tua pelle. amo il tuo modo di tenermi vicina e il tuo prenderti cura di me nei piccoli gesti quotidiani. il tuo essere timido, silenzioso e riservato. amo il tempo trascorso insieme davanti a un film. amo il ritrovarsi a tavola come momento in cui si ascolta e si viene ascoltati. amo preparare cena come un insieme di piccole complicità capaci di ricollocarmi all’interno della sfera più intima e vera della mia vita. amo scegliere una bottiglia di vino come una coccola nel quotidiano, per prendere le distanze dal mondo esterno e perché ogni giorno può essere un giorno speciale. considero casa e famiglia rifugio dove trovare conforto, come una doccia che lava via il sudore dello sforzo e ristora, rigenerando anima e corpo.

e tu sei tutto questo per me.



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snob
post pubblicato in diario, il 19 luglio 2011


sono pesce che respira questa notte fatta di facce sorridenti di allegria alcolica, gente che riempie il vuoto, serie di piedi, mani, bicchieri, swrush swrush,  ghiaccio che si muove, schiaccio le foglie di menta per ascoltare il sapore, ma c’è la musica, musica che rimbomba, che riempie l’aria fino quasi a soffocarmi, musica che anestetizza  tristezze, che libera dall’urgenza di riempire silenzi. mi sento involucro, osservatrice neutra di tempo svuotato di significato. è solo tempo che passa e mentre guardo l’esterno mi chiedo cosa alberga in questi corpi così impegnati a recitare in questo ridicolo teatrino dove, consumando come scimmie in gabbia, vanno in scena occhiate ammiccanti, rossetti sgargianti, unghie laccate, il nuovo colore, la borsa di prada, l’acconciatura alla moda di tutti questi denti che ridono, ridono, ridono, ridono come joker di batman,  ghignano.

 spostati che mi rubi l’aria.



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erecous ellus
post pubblicato in diario, il 19 luglio 2011


non possiamo modificare o pretendere che gli altri modifichino il loro atteggiamento nei nostri confronti. possiamo solo modificare il nostro modo di relazionarci nello scorrere dei rapporti. poi ciascuno si sa ha il proprio limite di sopportazione. ma quando si oltrepassa quella soglia poi gli interni diventano scivolosi, lisci senza vie di salvezza, diventano una selva indistricabile e il machete non è sufficiente per farsi largo. mi hai fatto raggiungere quel limite che segna la perdita dell'interesse di stabilire un rapporto. e sto parlando di rapporto minimo di convivenza civile. quello che mi piace definire minimosindacale. sei andata oltre. ho provato. ho sopportato. ho subito. ho aspettato. adesso basta. ora tocca a me e ho tempo, molto tempo. la strada è lunga mia cara. buona fortuna.




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la donna con l'ombrellino
post pubblicato in diario, il 18 luglio 2011


sono equilibrista su un cavo di acciaio. cammino cercando di prestare attenzione solo al cavo. il cavo metallico, devo guardare solo il cavo, non distogliere lo sguardo dal cavo, tieni gli occhi puntati lì. ma poi c'è tutto un clan che urla, ognuno grida qualcosa, come tanti strumenti scordati, ciascuno con la sua melodia stonata, e urlano, urlano, urlano fino a quando il mio piede perde l'equilibrio e cado, precipito veloce nel vuoto. forte è la sensazione nello stomaco e precipito, precipito, precipito. fino a quando ritrovo un nuovo cavo e di colpo mi ritrovo ferma in equilibrio a cercare di capire l'intonazione di questa melodia stonata da cui sei circondato.




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...
post pubblicato in diario, il 15 luglio 2011


mi piace il gatto seduto su questo divano che mi (vi) guarda con aria interrogativa. mi piace questo template che mi fa sentire a casa comodamente seduta sul divano dei miei interni. mi piace questa parentesi intima quotidiana segreta.  ah, dimenticavo, il gatto si chiama.....ehm.....ancora non lo so, devo guardalo bene e pensarci. buongiorno mondo.




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su di me, su di noi
post pubblicato in diario, il 14 luglio 2011


negli anni era diminuita la mia disponibilità a perdonare, a capire, a scendere a compromessi,  arroccata sulle mie posizioni a difendere assurdi diritti presunti, gesti attesi come se dovuti, in una folle corsa verso quell'ideale che nella realtà non esiste. ma per capirlo dovevo arrivare ad amare di nuovo qualcuno.  perchè in realtà tutte le persone potrebbero essere la persona ideale se solo riuscissimo ad arrivare ad amarla. non esistono persone ideali, è l'amore a fare la magia.




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sera
post pubblicato in diario, il 13 luglio 2011


c'è una strana calma che si muove nell'aria, strisciando sinuosa sul viola delle tovagliette americane. sei intruso deciso mentre avanzi curiosità insicura di dettagli intimi personali passati. mi sento vulnerabile ed ascolto la mia voce farsi simile ad un pigolio mentre mi versi addosso un senso di nudo e sporco imbarazzo. ti osservo con quegli occhi grandi che da sempre ri-conosco sul mio viso, separazione liquida che protegge gli interni. sono involucro di carne pulsante nel caldo della stanza. la tua sete di sapere sembra non conoscere sazietà, dissezioni, registri con minuziosità il mio dire e se non coincide con quella che è la tua verità, non sei soddisfatto. sono così sfinita che pur di metter fine a questa tortura sarei disposta ad ammettere qualsiasi cosa, anche il falso. 




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aperto
post pubblicato in diario, il 12 luglio 2011


osservo il lampeggiare del cursore in curiosa attesa della danza delle dita tra i tasti come fiere zampe di cavallo. sono in cerca del varco che mi liberi da questa primigenia placenta, violacea, gelatinosa, umida........

click e sono di nuovo on-line con il filo dei pensieri




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