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Il colore del lago
post pubblicato in diario, il 5 luglio 2017



10 anni. mi piace immaginare di incontrare il tuo sguardo filtrato dal vetro di un treno di quelli che ogni tanto prendi prendo. in un giorno lontano dall’oggi che scrivo. 

l’attimo sospeso tra il guardarsi e vedersi. solo per sentire cosa racconta quella carne pulsante. nessun contatto fino ad allora. il niente o l idea di essere stata qualcosa di forte. è il mio ego che parla e anche il tuo. silenzio. silenzio. silenzio. basta. 

succederà

mi ha sempre fatto tristezza il colore del lago. con quel verde scuro, salmastro. 

questo è quello che resta. Il colore del lago.




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fear
post pubblicato in diario, il 19 novembre 2012


il gatto seduto davanti alla porta, chiede di uscire. forse neanche lui ce la fa a sentirmi così. sconvolta, stralunata, piango. mi hai umiliata per 5 interminabili ore, sei andato avanti a insultarmi per cose successe prima di stare insieme. mi interroghi con fare minuzioso e assetato di dettagli, date, persone, fatti. vuoi che ti dica la tua verità che non coincide con la realtà. mi prendi con forza, una mano spinge forte sulle mie labbra, l'altra stringe con violenza la nuca, i tuoi occhi vitrei fissi nei miei non li riconosco, mi fai male, ho paura, piango. poi mi prendi per le braccia, mi porti sul divano, mi butti sopra, mi apri le gambe gridando, cosa faceva, faceva così? eh? così???? mi fai schifo, sei una troia! passo dalla  paura, alla tristezza, alla disperazione, all'esasperazione, ti grido basta, smettila, lasciami stare. ma sei implacabile, mi ribello, voglio andarmene, il ritmo del mio fiato aumenta all'impazzata. fammi andare. 

ora sono in ufficio. gli occhi gonfi doloranti, lo sguardo basso. è rimasta tristezza e stanchezza enorme. sono come se mi avesse travolto un ciclone.

sono rimasta.  




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malessere
post pubblicato in diario, il 6 giugno 2012


la tua indifferenza apatica è disarmante

sorprendimi per favore




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pausa
post pubblicato in diario, il 1 giugno 2012


occhei mi ha fatta riccia. era meglio se non ci andavo dal parrucchiere.




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stronzo
post pubblicato in diario, il 1 giugno 2012


ho un pensiero fisso che mi gira nella testa. continuo a non volerci credere eppure c'è una vocina che ogni volta mi riporta lì e me lo ripete. sei così dimesso e così poco rumoroso, si potrebbe essere portati a pensare che tu sia buono e inoffensivo, eppure c'è sempre un disegno ben preciso dietro il tuo non dire che porti avanti con noncuranza nei miei confronti. sono arrivata a pensare che la mia posizione sia sbagliata che io abbia pretese ingiustificate. il clima di indifferenza in cui sono immersa mi ingloba stordendomi. piccoli sgarbi, mancanze di rispetto, indifferenza,senso di esclusione, sempre ben attenti a non oltrepassare il limite, sempre con discrezione. tutto questo reiterato nei giorni come tante piccole goccie in fila. sono arrivata a credere che il problema sia io, che sono io a vedere ciò che in realtà non esiste. o per lo meno questo è quello che tu dici. i casi sono due o accettare la situazione ignorandola o andarsene e mollare tutto. non vedo ormai l'alternativa di mediazione. o forse sono io a non essere più interessata ad una mediazione. i miei tentativi sono stati tutti ignorati con fredda indifferenza.

ora vado dal parrucchiere.




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dis equilibrio
post pubblicato in diario, il 16 settembre 2011


lasciami stare qui in questo angolo dimenticato. gli occhi bruciano la testa pulsa parole accartocciate sono stanca e disidratata in una dimensione aliena, ho bisogno di galleggiare sul mio liquido amniotico rosastro, sono sudata con i capelli appiccicati al viso scomposto mentre urla che non sopporto la quotidianità meccanica della vita




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blonf
post pubblicato in diario, il 1 settembre 2011


blonf. di botto mi sento inglobata in una gelatina del tipo di quelle profumate che se le tocchi ti restano le dita umide. blonf. il tempo si è fermato, l'aria si è fermata, come se la trachea si fosse riempita di colpo di aria solida. dici di voler slittare la data. blonf. perdo gli assegni. blonf. stiamo bene così. blonf. cosa cambia. blonf. dai. e la testa mi si riempe di un urlo gigantesco che mi sovrasta affannandomi. sono passati 6 mesi, i miei amici lo sanno, tu non hai detto nulla a nessuno. esplodo, grido, mi chiudi la bocca è una lotta. sei solo preoccupato che nessuno abbia sentito il mio sbattere come uccello ferito dentro una gabbia. non vedi il mio dolore? blonf. di nuovo bloccata dentro alla morsa dolorosa della consapevolezza che mi attanaglia. blonf. gambe e braccia aperte ferme bloccate in un grottesco galleggiare nella metà precisa del contenitore di gelatina. rossa. blonf,^. ho la trachea piena come la gelatina di un totano. blonf. non mi sembri convinta. io. io non ti sembro convinta. io? esplodo, pichcio forte, sulle braccia, ti mordo, sono disperata, mi faccio pena per non aver la forza di prendere quattro cose, girarmi e lasciarti lì nella notte.

ora sono bambola di pezza e gli occhi mi si sono fatti bottoni.

bottoni neri svuotati dall'anima.

all'interno silenziosa ovatta bianca

non so più chi sono e dove sto andando




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da nascùndùn
post pubblicato in diario, il 31 agosto 2011


reazione scomposta. ma cosa è una reazione scomposta rispetto ad un abitudine fatta di mugugni che non si capisce se siano disapprovazione o un semplice suono prodotto dal passaggio dell'aria attraverso la carne. tutto dipende dal termine di paragone. se il termine è questo allora anche una risata può a ragione considerarsi una reazione scomposta. un qualcosa di inaspettatamente rumoroso. all'interno di un sistema il cui termine di paragone è un mugugno una risata risulterebbe inammissibile. solo un leggero sorrisetto a denti stretti senza produzione di alcun suono, questo sarebbe da fare. figuriamoci esprimere un parere negativo che sarebbe! e io che mi meraviglio del tuo considerare le mie reazioni scomposte. sono forte ed espressiva, colorita e vitale, attiva e curiosa delle novità, non ho paura di dire le cose che penso e che non mi vanno a genio. come posso essere vista da chi mi guarda stando ad un passo verso l'interno dalla finestra socchiusa? mugugni e persone che ti osservano da nascùndùn, questa è la realtà che ti ha cresciuto.

mi chiedo come ti possa piacere io che sono l'esatto contrario e che non mi fermo davanti a nessuno




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fino al 22/08
post pubblicato in diario, il 8 agosto 2011


chiuso per ferie




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25/09/2009
post pubblicato in diario, il 26 luglio 2011


...E ti dimentichi del caldo che ti fa sudare e ti toglie quasi il respiro,
perché sei lì che aspetti e mentre gli altri si muovono, parlano, respirano, tu
sei lì, sola, proprio sotto ad un arrivo gonfiabile, che ascolti il rumore del
tuo cuore che batte perchè l’unica cosa di cui ti importa è che arrivi il tuo
1108 che per i più è solo un numero, ma che per te è tutto il mondo, e allora
capisci che quel 1108 occupa una parte importante di quel cuore che aumenta il
suo ritmo ogni qualvolta la sua immagine si ferma sul fondo della tua retina,
proprio come ieri, quando sei venuto lì da me prima ancora di trovare ristoro.
E questo basta a riempirmi l’ anima e a farmi sentire che sì, quella mattina d'inverno
avevo sentito bene...

"....l'inferno dei viventi, non qualcosa che sarà, se ce n'è uno è quello
che
è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando
insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne.
Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino
al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione ed apprendimento continui:
cercare
e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo
durare e dargli spazio" 

I. Calvino




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